Dall’inizio del 2015, 500mila contribuenti hanno richiesto le credenziali di accesso a Fisconline: sale così a quota 2,5 milioni il numero di contribuenti abilitati, che si sommano ai 4,5 milioni di cittadini già in possesso del Pin dispositivo dell’Inps. Chi sceglie la modalità fai-da-te può scaricare in autonomia la propria dichiarazione, ma resta la possibilità di affidarsi a un professionista. E proprio su questo fronte, ieri, si è tornato a discutere della questione delle responsabilità dei professionisti. Da quest’anno, infatti, commercialisti e intermediari che assisteranno i contribuenti nella modifica del modello predisposto dalle Entrate risponderanno personalmente per sanzioni e imposte, in caso di irregolarità riscontrate dal Fisco. «Addossare a commercialisti e Caf la responsabilità del 730 precompilato per le sanzioni e per l’imposta è un errore», ha amesso Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e sottosegretario all’Economia. «Semmai - ha aggiunto Zanetti - è qualcosa che attiene a tutt’altro ordine di obiettivi, da tempo perseguiti dall’amministrazione finanziaria, e cioè trasformare gli intermediari in referenti ultimi del rapporto tributario, con evidente semplificazione del suo lavoro, ma altrettanto evidente aggravio del loro». La posizione di Zanetti è stata condivisa dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili: «Finalmente - ha infatti commentato il presidente Gerardo Longobardi - dalla politica arrivano su questo tema parole ragionevoli. Ora il nostro auspicio è che queste dichiarazioni abbiano un seguito e che l'intera normativa sulla responsabilità dei commercialisti e dei Caf legate al 730 possa essere rivista quanto prima». Il Consiglio nazionale dei commercialisti già nel luglio scorso aveva contestato la nuova regola sulle responsabilità, definendo incostituzionali le norme sanzionatorie perché in contrasto con il principio di capacità contributiva. Eventuali modifiche a queste misure potrebbero scattare dal prossimo anno, mentre per il 2015 si “correrà” con le regole attualmente in vigore: proprio per questo prosegue la ricerca di polizze assicurative per gli intermediari, obbligati a “coprirsi” dalle responsabilità. Il Consiglio nazionale dei commercialisti - così come i Caf - sta cercando di stringere accordi con compagnie assicurative per ovviare a tale inconveniente.

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